Un nuovo manifesto: il “Fotografo”

Sono molto felice di poter finalmente aggiungere un nuovo lavoro a questo progetto a cui tengo molto. Questo manifesto è stato creato grazie alla paziente e stimolante partecipazione del mio caro amico fotografo Massimo Squarcini: Massimo mi aveva inviato il testo già qualche anno fa, ma l’ho tenuto a lungo in sospeso, incapace di trovare un’idea convincente. Poi, dopo molto tempo, inaspettatamente e astrusamente, è riemerso da un pertugio della mia memoria il personaggio che nel film SMOKE impersona un tabaccaio (interpretato dal grande Harvey Keitel), il quale ogni mattina, alla solita ora, scatta una foto del solito medesimo angolo di strada prospiciente il suo negozio.
Ho parlato a Massimo della mia idea e magicamente, ho scoperto che anche lui ha il suo soggetto «seriale»: un magnifico albero solitario posto su una amena collina erbosa nel Mugello. E così, grazie anche al coinvolgimento di un’altra cara amica fotografa, Monica Lunghi, compagna di «scatti» di Massimo, ho ricevuto generosamente il copioso archivio fotografico dei due, consentendomi così di sviluppare l’idea e realizzare questo manifesto.
Un albero solitario ci parla, attraverso i tanti scatti, ricordandoci l’unicità e l’irripetibilità di ogni singolo frammento di tempo.
Infine, grazie ancora a Massimo per il testo e per le citazioni che ha scelto che ci suggeriscono insolite prospettive nell’interpretazione dell’Arte della fotografia.

Fabularium Cabinet

Un altro manifesto si va ad aggiungere al progetto Manifesto dei Mestieri e Professioni. Questa volta per una associazione con sede in Svizzera francese: Fabularium Cabinet, che realizza laboratori creativi per bambini e ragazzi di informatica e utilizzo e riutilizzo di materiali di riciclo. Per la composizione del manifesto ho usato il logo istituzionale dell’associazione e il testo elaborato da una sua socia, con le parole chiave della “laboriosità”. Manifesto di forte impatto che disegna visivamente l’identità dell’associazione che forma i giovani a reinventare e innovare mestieri.

Manifesto dei Mestieri e Professioni: Geologo

GEOLOGO

Ciò che nasconde la terra al di sotto della sua superfice mi ha sempre destato un enorme interesse: vi è racchiusa la storia di questo pianeta avvenuta nell’arco di Ere, così dilatate nel tempo da non riuscire a figurarle. Qui, sotto i nostri piedi, si nascondono le testimonianze di innumerevoli eruzioni, terremoti, alluvioni, smottamenti, incendi, cataclismi, montagne ormai erose, mari avanzati e ritirati, laghi e fiumi, vite pietrificate, vite riciclate, intrecciate, mescolate, trasformazione lenta e continua….
Ricordo che giovanissimo, quando disegnavo un paesaggio, spesso introducevo un taglio nel terreno, un improvviso quanto improbabile canyon, per mezzo del quale però potevo rappresentare una sezione del terreno stesso. Come a dire: guardate l’erba, gli alberi, le case, ma guardate anche quale quantità e diversità di materia si nasconde sotto questa superficie! Immaginavo le argille in scale di marrone, il filone d’oro in giallo, la falda acquifera in celeste, la falda petrolifera, carbonifera in nero, le rocce in scale di grigio, e così via.
Nel manifesto del Geologo riscopro il tema della sezione, questa volta totalizzante, senza riferimenti «esterni». E’ strato su strato, sia esso evento geologico o sia esso percorso di studio e di ricerca, è e rimane sedimento.
Ringrazio l’autore* del testo per la bella composizione colma di termini tecnici molto particolari e per la totale fiducia nel buon esito del mio lavoro. La tavolozza è stata creata sui colori da lui suggeriti: verde, marrone, bianco, nero, blu.

 

manifesto dei Mestieri e Professioni: Psicologo

Psichiatra Psicoterapeuta_4

Per questo manifesto, il Manifesto dello Psicologo, l’autrice del testo mi ha fornito due blocchi narrativi: uno costituito da citazioni di alcuni «padri illustri» della Psicologia moderna, l’altro, originale, formulato in linea con le regole proprie del progetto. Inizialmente pensavo di prendere spunto da questa dicotomia per sviluppare un impianto a campi alternati… magari opposti, ma le varie soluzioni immaginate non mi hanno convinto fino in fondo. Ho iniziato perciò a rileggere nuovamente i testi, sperando di poterne trarre ispirazione, e sono stato premiato poiché sono rimasto letteralmente abbagliato dalla seguente frase: «originariamente le parole erano magie» di Sigmund Freud.
Penso che sia una frase suggestiva, densa di contenuto, capace di per sé di destare sogno, di provocare percorsi immaginifici regressivi, una sorta di Big Ben del linguaggio parlato. Da lì tutto nasce, ogni parola acquista un senso!
Allora perché non ripartire da quel Big Ben «magico» e da esso sciogliere un sentiero vorticoso contenente tutti i principi ed i valori che hanno formato o influenzato il pensiero che ne consegue, ovvero il pensiero dell’autrice: dal vortice così si dipana, in sequenza finalmente lineare, una testimonianza che prende forma come corpo che avvolge il cuore.
Alle trame orizzontale e verticale qui si aggiunge un’ulteriore trama obliqua. Ciò rende un effetto «caleidoscopio», metafora della pluralità e degli innumerevoli possibili livelli narrativi e interpretativi.

Tavolozza su indicazione dell’autrice: arancione, rosso, giallo, verde