Sono molto felice di poter finalmente aggiungere un nuovo lavoro a questo progetto a cui tengo molto. Questo manifesto è stato creato grazie alla paziente e stimolante partecipazione del mio caro amico fotografo Massimo Squarcini: Massimo mi aveva inviato il testo già qualche anno fa, ma l’ho tenuto a lungo in sospeso, incapace di trovare un’idea convincente. Poi, dopo molto tempo, inaspettatamente e astrusamente, è riemerso da un pertugio della mia memoria il personaggio che nel film SMOKE impersona un tabaccaio (interpretato dal grande Harvey Keitel), il quale ogni mattina, alla solita ora, scatta una foto del solito medesimo angolo di strada prospiciente il suo negozio.
Ho parlato a Massimo della mia idea e magicamente, ho scoperto che anche lui ha il suo soggetto «seriale»: un magnifico albero solitario posto su una amena collina erbosa nel Mugello. E così, grazie anche al coinvolgimento di un’altra cara amica fotografa, Monica Lunghi, compagna di «scatti» di Massimo, ho ricevuto generosamente il copioso archivio fotografico dei due, consentendomi così di sviluppare l’idea e realizzare questo manifesto.
Un albero solitario ci parla, attraverso i tanti scatti, ricordandoci l’unicità e l’irripetibilità di ogni singolo frammento di tempo.
Infine, grazie ancora a Massimo per il testo e per le citazioni che ha scelto che ci suggeriscono insolite prospettive nell’interpretazione dell’Arte della fotografia.



